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Ipotiroidismo subclinico e clinico in gravidanza


Negli ultimi 10 anni c'è stata una maggiore consapevolezza della notevole morbilità delle disfunzioni tiroidee, in particolare dell’insufficienza tiroidea. Dal momento che il trattamento dell'ipotiroidismo clinico e subclinico può ridurre gli esiti negativi in campo ostetrico, è fondamentale individuare quali interventi siano sicuri ed efficaci.

L'obiettivo dello studio era l'individuazione di interventi da utilizzare nella gestione dell'ipotiroidismo e dell’ipotiroidismo subclinico in gravidanza, e la verifica dell'incidenza di questi interventi su importanti esiti materni, fetali, neonatali e infantili.

Sono stati selezionati studi randomizzati e controllati che hanno confrontato un intervento farmacologico per l'ipotiroidismo subclinico e l’ipotiroidismo clinico in gravidanza con un altro tipo di intervento o placebo.
Nell’analisi sono stati inclusi 3 studi randomizzati a moderato rischio di confondi mento, che hanno coinvolto 314 donne.

In uno studio di 115 donne, la terapia con Levotiroxina per curare donne eutiroidee in gravidanza con anticorpi antiperossidasi tiroidea non ha mostrato di ridurre in maniera significativa la pre-eclampsia ( risk ratio, RR=0.61 ), ma ha ridotto in maniera significativa i parti pretermine del 72% ( RR=0.28 ).

Uno studio di 30 donne con ipotiroidismo ha confrontato le dosi di Levotiroxina, ma sono stati segnalati solo i risultati biochimici.

Uno studio di 169 donne ha confrontato l'oligoelemento Selenometionina ( Selenio ) con il placebo, e non sono state osservate differenze significative sia per la pre-eclampsia ( RR=1.44 ) che per i parti pretermine ( RR=0.96 ).

Nessuno dei tre studi ha riportato risultati sullo sviluppo neurologico del bambino.

C'è stata una tendenza non-significativa verso un minor numero di aborti con Levotiroxina, e il Selenio ha mostrato alcuni effetti positivi sulla funzione tiroidea post-partum e sulla diminuita incidenza di tiroidite post-partum da moderata ad avanzata.

In conclusione, il trattamento dell'ipotiroidismo clinico in gravidanza con Levotiroxina è già impiegato abitualmente, considerati i benefici documentati da precedenti studi non randomizzati.
È necessario capire se la Levotiroxina possa essere impiegata anche nell’ipotiroidismo subclinico autoimmune, ma può risultare utile, data la possibile riduzione dei parti pretermine e dell’aborto.
La Selenometionina come intervento nelle donne con autoanticorpi anti-tiroide è promettente, soprattutto nella riduzione della tiroidite post-partum. Vi è una probabile bassa incidenza di eventi avversi dovuti a Levotiroxina e Selenometionina.

Le evidenze di alta qualità sono scarse e sono necessari studi clinici randomizzati su larga scala in questo settore.
Finchè non saranno disponibili prove a favore o contro lo screening universale, i test mirati di funzionalità tiroidea in gravidanza devono essere attuati nelle donne a rischio di malattie della tiroide, e la Levotiroxina deve essere impiegata nelle donne ipotiroidee. ( Xagena2010 )

Reid SM et al, Cochrane Database Syst Rev 2010


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